Chi siamo?


La nostra storia inizia nel 1994 quando la fondatrice, Suor Giuliana Galli, con l'aiuto di alcune famiglie locali e grazie alle risorse economiche giunte dall'Italia, inaugura nella Favela Garibaldi di Fortaleza la prima scuola.
Per dare continuità a questa grande opera nasce l'Associazione Escola Irmã Giuliana Galli, un'organizzazione senza fini di lucro che, soprattutto attraverso la forma dell'adozione scolastica a distanza, si propone di raccogliere fondi per sostenere attività educative, di istruzione, assistenziali e sanitarie.
Grazie alle adozioni e alle donazioni, ma soprattutto alla forza dell'amore, l'Opera cresce, il numero di bambini e di famiglie accolte si moltiplica e la rete di solidarietà si rafforza, seppur in una storia non priva di difficoltà ed ostacoli, sin dal suo nascere.
Ciò che finora è stato possibile realizzare nella Favela Garibaldi è, in definitiva, solo la risposta ad una grande sfida: quella di poter dare un nuovo indirizzo, una nuova strada e una nuova speranza a chi non aveva nulla e non desiderava nulla. E questa è ancora l'unica ragione del nostro impegno.

 

Per approfondire:

La storia dell' Associazione

La fondatrice

Spunti di riflessione

Le ragioni di un impegno

Dove siamo

La storia dell'Associazione.


L'Associazione "Escola Irmà Giuliana galli ONLUS" è stata fondata il 13 febbraio 1999 con lo scopo di svolgere attività di assistenza sociale, sanitaria, beneficenza, istruzione, formazione, tutela dei diritti civili. L'associazione si propone di realizzare tali finalità nei paesi del sud del mondo , ed in particolare in Brasile in continuità con l'opera iniziata nel 1994 da suor Giuliana Galli nella città di Fortaleza, ove esiste ed opera un complesso scolastico sostenuto con i fondi che l'associazione raccoglie sul territorio nazionale con la formula "sostegno adozioni scolastiche a distanza".

L'Associazione "Escola Irmà Giuliana galli ONLUS" è regolata dalle norme contenute nello statuto regolarmente redatto presso un notaio.
Dalla sua costituzione l'Associazione è retta dal fratello di suor Giuliana, Abramo e dalla sua famiglia che ne interpretano lo spirito e ne continuano con grande generosità e dedizione l'opera.  In particolare Abramo Galli ne è stato presidente dalla fondazione al maggio 2008.

L'impegno costante dell'Associazione in questi anni è sempre stato quello di rendere minime le spese di gestione in Italia in modo da poter destinare la totalità dei fondi alla Scuola.

La vita dell'associazione è animata da diversi gruppi di volontari che operano in Cesano Maderno, sede legale, a Basiate in provincia di Milano, a Roma ed a Catania.

Il comitato direttivo dell'associazione è attualmente costituito da:

Costanzo Codari, presidente
Gabriele Galli , vicepresidente

Componenti del Consiglio Direttivo

Giuseppina Scotti
Cesarina Sola

 

La Fondatrice.

Suor Giuliana Galli nasce a Cesano Maderno nel 1937, ultima di cinque fratelli.
All'età di 6 anni assiste alla morte del fratello diciottenne Cesare, studente presso i Padri Salesiani con il deciso proposito di diventare missionario in Brasile.
Da subito quindi il Brasile, aspirazione irrealizzata del fratello, entra, anche se incosapevolmente, nel cuore di suor Giuliana.
Così lei stessa racconta nel 1990 la nascita della sua vocazione; le si chiedevano i motivi che l'avevano spinta alla missione e così rispondeva:
"Il perchè è molto lontano nel tempo: all'età di 6 anni ho assistito alla morte di mio fratello Cesare che, mentre stava per morire, diceva:«Io non muoio, vedo già il Brasile davanti».
Da allora la parola Brasile, benchè io non sapessi cosa voleva significare, la parola 'missione', la parola 'consacrazione', il darsi agli altri, sono rimaste dentro di me.
Fattami suora, a 25 anni, ho chiesto di poter esser missionaria, ma non mi hanno accettata; poi, al 25°anno di vita religiosa, mi hanno fatto il dono di questa vocazione.
Cosa mi ha spinto? Il desiderio di essere totalitaria, di dare tutto".
Consegue il diploma magistrale presso l'Istituto Magistrale Salesiano di Via Bonvesin de la Riva a Milano, quindi la laurea in Lettere e filosofia presso l'Università Cattolica di Milano. Continuerà sempre con grande gioia a studiare fino alla sua partenza per il Brasile, conseguendo anche una seconda laurea in Teologia con le relative abilitazioni. Nel 1959 entra a far parte della congregazione Salesiana Figlie di Maria Ausiliatrice dove esplica la sua missione di educatrice fino al 1987 anno in cui parte missionaria per il Brasile.
Il suo sogno si avverò solo l'11 settembre 1987, all'età di 50 anni quando giunse presso la casa del Noviziato di Recife dove visse le prime esperienze missionarie. Dalle sue parole scopriamo che:
"La casa si trovava in una periferia della città, proprio 'in mezzo alle favelas': la superiore del posto hanno pensato opportuno tentare una simile esperienza e vi assicuro che è molto bello 
vedere queste giovani impegnate a vivere in un ambiente che è al di sotto della miseria. E' una miseria però serena, piena di dignità: la gente ha voglia di uscirne. Questa mattina, quando ho incominciato ad uscire da sola nelle favelas, la gente mi fermava e parlava con molto piacere".
Dopo aver partecipato a Brasilia ad un corso di 'inculturazione brasiliana', iniziò il suo pieno servizio missionario a Petrolina, presso l'opera Salesiana Petrape che accoglie ed assiste i 'meninhos da rua, cioè i bambini di strada. S'impegnò con grande coraggio a ristrutturare ed ampliare il vecchio Petrape perché potesse ospitare, anche durante la notte, questi bambini, affinché avessero una vita più dignitosa. Al termine dei lavori poteva ospitare 180 bambini di strada. 
Dall'inizio della sua missione, Suor Giuliana ha sempre contato sull'appoggio morale e pratico dei suoi cari, parenti, amici e conoscenti, in Italia, mantenendo con loro una fitta corrispondenza epistolare che le permetteva di dire "perché io sono qui con voi, come una di voi" e ad una sostenitrice "questa missione, per fortuna, coinvolge anche noi!". Sempre in una sua lettera leggiamo: "Porto l'Italia, la mia casa e ciascuno di voi 'dentro di me': quindi mi siete 'personalmente' vicini". 
Mentre erano in corso i lavori a Petrolina, un male incurabile annunciò a Suor Giuliana i primi sintomi. Ella chiese di poter essere operata e curata in Brasile, per poter stare vicina ai suoi bambini. La malattia la costrinse a una lunga degenza nell'ospedale di Fortaleza, ma ancora una volta suor Giuliana riuscì a leggere la situazione come segno della Provvidenza e dichiarava felicemente che la "malattia sta suscitando una grande ondata di simpatia, che si sta traducendo in una forma attiva e concreta di partecipazione nelle forme più belle".
Superata la fase acuta del male, suor Giuliana tornò dai suoi cari bambini di Petrolina, ma la sua vita non fu più come prima: frequentemente doveva ritornare a Fortaleza per cure e visite di controllo. Confidava però nel Signore: " Vado sempre più convincendomi, attraverso le esperienze preziose che il Signore mi permette di fare, come la vita si fa serena quando è piena di Dio. E' bello stare in mezzo ai poveri perché essi ci fanno toccare con mano la verità del Vangelo". 
Intanto, forse anche per maggior presa di coscienza della propria fragilità fisica, si accentuava in lei la consapevolezza del legame che la univa ai proprio amici e benefattori: " La missione che io vivo, la viviamo veramente insieme".
Nel 1992 le si prospetta una missione in Mozambico, ma il progetto è destinato a non avere seguito per motivi di salute e la sua Superiore la costringerà a stabilirsi a Fortaleza. "Non pensate però che la mia missione sia finita anzi! Sta entrando nel momento culminante e più vivo. Io direi: più bello ed entusiasmante" così scrive nel maggio del 1993, dicendo anche che a Fortaleza ha trovato "l'estrema miseria, le favelas viste da vicino straziano l'anima". Comincia così, sempre col supporto degli amici italiani, a costruire un capannone e un pozzo artesiano ed in un'occasione fortuita conosce una coppia di brasiliani, Auremir Medeiros e Gilcelio Almeida, che le esprimono il desiderio di aiutarla nella sua opera di promozione umana a favore dei più poveri.
Scelsero di lavorare nella favela Garibaldi: qui con l'aiuto di Auremir, laureata in Economia e Gilcelio, ingegnere, cominciano a ristrutturare la escola S. Onofre, una piccola scuola fatiscente che esisteva già nella favela. La malattia, intanto, avanzava inesorabile, debilitando sempre di più il corpo di suor Giuliana, che però sembrava trovare costantemente sempre nuova carica per il suo lavoro e per i suoi bambini. Perciò molte delle sue attenzioni in quel periodo erano dedicate ad individuare e a proporre agli amici italiani forme di partecipazione concreta all'attività missionaria, in particolare l'adozione a distanza e le esperienze di volontariato in favela. Nel febbraio del 1994 riuscì a far cominciare il primo anno scolastico per 80 bambini.
Purtroppo la scuola ancora non era sufficiente per le esigenze della favela e suor Giuliana, così, si dedicò alla costruzione di una nuova scuola più grande. Nell'anno scolastico 1995 (in Brasile inizia a gennaio, ma quell'anno iniziò in ritardo a causa dei lavori), la nuova scuola potè ospitare 280 bambini. Purtroppo suor Giuliana non riuscì ad inaugurare la sua scuola poiché, dopo aver ricevuto l'ultima visita del fratello Abramo il 21, il 22 febbraio 1995 volò in cielo
Nelle sue parole del 9 gennaio 1995 individuiamo il suo testamento spirituale: "Le mie ossa però siete voi e questo mi dà tanta speranza. L'opera così bella che Dio ha iniziato con la vostra collaborazione deve continuare per la Sua Glora".
Desiderò essere sepolta a Fortaleza per diventare Terra Brasiliana.

E' l'inizio di un'opera che, sopravvissuta alla sua fondatrice, si è sviluppata ed ingrandita negli anni successivi, diventando un centro educativo assistenziale d'avanguardia, sotto la guida di Auremir, e con il sostegno dei numerosi gruppi di amici italiani e della famiglia di suor Giuliana.

Suor Maria Carvalho, l'infermiera che l'ha assistita fino alla fine, scrive così a Pinuccia Galli, cognata di suor Giuliana: "una volta mi disse:«Chiedo a Dio che mi risparmi la testa e la mente». Dio ha ascoltato la sua richiesta".

 

Spunti di riflessione


Sui bambini di strada
"Sono 3 anni che mi trovo con i bambini di strada e prima di tutto bisogna capire che cosa vuol dire 'bambini di strada'. In Brasile ce ne sono moltissimi, circa 43 milioni.
Il bambino fino a 5 o 6 anni rimane con la mamma, con i genitori, perché se una mamma ha in braccio un bambino e vicino a lei una fila di altri bambini, ha un diritto maggiore ad avere l'elemosina, quindi i bambini 'servono'. Quando il bimbo arriva a 5 0 6 anni, è letteralmente buttato sulla strada; il bambino non può più tornare dalla mamma o dal papà. Cosa fanno? Diventano ladri, 'assaltanti', drogati, viziati; e cosa possono fare di più? Ecco la nuova Chiesa del Brasile, quella che è sorta dai 2 Sinodi, ha fatto un profondo esame di coscienza e si è chiesta:<<Cosa può fare la Chiesa?, cosa deve fare?>>.
La Chiesa può farsi nuova, lasciare le vecchie strutture, o meglio lasciare i collegi, lasciare le scuole e andare nelle 'favelas' a prendere questi bambini di strada. Io ho la fortuna di essere con i bambini della strada".
(tratto da un intervista rilasciata nel 1990)

Sulla preghiera
"Una persona che prega, abbraccia le difficoltà con la forza di DIO".
(tratto dalla lettera da Fortaleza del 04/03/1990)

Sul sostegno italiano
"Voi non potete preparare delle feste, delle lotterie, show e tutto ciò che la vostra carità e bontà sanno inventare, per realizzare questa opera? Interessate amici, parenti; (…) Di tutto, poi, il Buon Dio se ne renderà debitore".
(tratto dalla lettera da Fortaleza del 12/09/1990)

Sulla conoscenza della favela
"Io dico ai ragazzi una semplice cosa: prendete il Vangelo, a un certo punto nel Vangelo c'è scritta questa frase che può sembrare quasi banale; gli apostoli hanno incontrato Gesù, a loro volta incontrano altre persone e dicono loro solo questo:<<Venite e vedete>>. Vorrei dire: avete le ferie, avete un mese di vacanza, venite e vedete, non si possono dire certe realtà, bisogna viverle. Se voi verrete, le vedrete, ritornerete con valori ben diversi e capirete che la vita vale la pena viverla e darla per gli altri".
(tratto da un intervista rilasciata nel 1990)

Sull'adozione a distanza
"A questo punto, qualcuno di voi può chiedersi: "Ma come? I soldi (delle adozioni e distanza, ndr) non vanno direttamente ai bimbi e alle loro famiglie?" Nelle missioni, tutte le istituzioni, che hanno questo rapporto di filiazione, non consegnano alle famiglie la somma corrispondente, ma danno al bimbo ciò di cui lui ha bisogno: vitto. Vestiti, scuola, materiale scolastico e tutto il necessario".
(tratto dalla lettera da Fortaleza del 17/04/1994)

Sul significato della Sua missione
"Finora la mia presenza è stata come un anello di congiunzione tra Brasile e Italia, che ha cercato di animare, sostenere, incoraggiare. (…) Ma a questo punto si fa indispensabile una vostra visita. Venite durante le ferie, anche solo due o tre (settimane, ndr)o anche di più se potete. E' necessario vedere per essere poi quell'anello di congiunzione che deve garantire il futuro dell'opera".
(tratto dalla lettera da Fortaleza del 06/04/1994)

Leggi anche le lettere di Suor Giuliana nelle sezione Testimonianze.

 

Le ragioni di un impegno.

"Ciò che mi sta a cuore è che la nostra persona si apra ai grandi orizzonti dell'umanità, che si entusiasmi ai problemi ed agli ideali più sublimi, che si apra al fratello, senza chiudersi, come purtroppo conduce il nostro consumismo, al piccolo cerchio della nostra famiglia e ai mille bisogni indotti ..."
da una lettera di Suor Giuliana Galli , dal Brasile - 1995. 

Con queste parole Giuliana Galli , suora missionaria Salesiana, chiudeva una sua lettera dal Brasile ove descriveva agli amici e sostenitori italiani l'opera nella quale Ella stava spendendo le energie degli ultimi anni della sua vita.
Oggi così possiamo descrivere  le ragioni del suo impegno:

Viviamo in un paese immenso, ricco di risorse materiali e umane, ma tanto mal trattato dagli uomini che detengono il potere da trasformarci in poveri in mezzo ai ricchi. Conviviamo pacificamente con chi sfrutta le nostre risorse e il nostro popolo. Conviviamo con una minoranza estremamente ricca e siamo in tanti a non avere pane sulla nostra tavola. Moriamo aspettando le cure nei corridoi degli ospedali pubblici, brutti, sporchi e senza attrezzature, ma vicino a noi esistono ospedali privati con tecnologie d'avanguardia per curare i ricchi e i potenti. Siamo stati imbavagliati per tanti anni che non sappiamo più parlare. I regimi violenti e dittatoriali non ci hanno permesso di conoscere e vivere la democrazia. Scambiamo il nostro voto con un paio di occhiali, una boccetta di medicinale, un sacco di cemento e qualche mattone per aggiustare le nostre case o per dieci reais. In questo contesto mi è stata lanciata la sfida di dirigere una scuola di oltre 800 bambini. E' per dire si a questa sfida che ho preso la decisione, che sono certa la nostra fondatrice Sr. Giuliana Galli era sicura che prendessi: dare un nuovo indirizzo, una nuova strada e una nuova speranza a queste persone. Ed io ho detto si perché sapevo che non ero sola. Ho detto si perché sapevo e so che avrei avuto ciascuno di voi al mio fianco, al nostro fianco, per combattere con noi questa lotta: santa, silenziosa e piena di pace e amore.

Anche noi siamo consapevoli che nel mondo i diritti di milioni di minori sono ogni giorno violati, che metodi odiosi di sfruttamento vengono usati a danno dell'infanzia, non solo nei paesi poveri del sud del mondo ma, paradossalmente, anche nei paesi ad economia avanzata.
Siamo consapevoli che stili di vita ove avere è più importante che essere sono co-responsabili di quanto accade e che le cause non sempre sono lontane da noi o riguardano solo gli altri.
Ecco perché abbiamo scelto con l'adozione a distanza di dare una risposta ai bisogni dei più deboli e fornire l'opportunità di istruzione e lavoro a minori in difficoltà , senza sradicarli dal loro ambiente sociale e familiare.

 

Dove siamo

 

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